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Full text of "La regina della notte ballo in sette atti"

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TEATRO REGIO 



LA 



REGINA DELIA «OTTE 



Ballo in sette atti 



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Torino 1870 

TIPOGRAFIA TEATRALE DI B. SOM 
Via Carlo Alberto, 22. 



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Digitized by the Internet Archive 
in 2012 with funding from 
Brigham Young University 



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LA REGINA DELLA NOTTE 



BALLO IN SETTE ATTI 



DI 



LIIS 



MUSICA DI 



da rappresentarsi al 

TEATRO REGIO Di TORINO 

la stagione di Carnoval-Quarcsima 

1869-70 




TORINO 1870 

TIPOGRAFIA TEATRALE DI B. SOM 

Vm Carlo Alberto, 22. 



Il programma e la vnusica sono di proprietà esclusiva 

del Coreografo Monplaisir. 



PERSONAGGI. 



ATTORI. 



La baronessa di Kerjean, nobile dama\ 

La Goule, centenaria, indovina . f 

La Regina della notte 

La Sirena 

Enrico III di Valois, Re di Francia (anni 23) 

Catterina de'Medici, madre del Re (anni 62) 

Caboche, capo dei banditi 

Piede d'Argento, borsaiuolo . 

Sforzi , giovane gentiluomo piemontese, 
favorito del Re (anni 23) . 

Margherita di Lorena, fidanzata del duca 
di Jojeuse (anni 19) 

Diana D'Erlanges, fidanzata di Sforza . 

Sibillot, buffone del Re Enrico 

Duca di Joyeuse 

D'Epernon . 

Chaulny . . ) favoriti del Re Enrico III 

San Luca . 

D'O 

René, astrologo. 

Un capitano delle guardie 



Sig* Legraìn Vittorino, 

Sig. Bellini Giusepppe 
Sig* Cagnolis Paolina 
Sig. Cuccoli Angelo 
v Coppini Cesare 



w 



Pulini Ferdinando 



Sig* De-Giovanni 

» Saint-Martin Maria 
Sig. Bertoletti Luigi 
Sig* Annoni 

•» Balìa 

n Seregni 

n Fontana 

n Adele 
Sig. B elioni Cuglielmo 

v Venanzio Giovanni 



Guardie Svizzere. 

Lanzichenecchi. 

Signori 

Paggi. 

Popolo. 



Dame di corte. 

Studenti. 

Borsajuoli. 

Paltonieri. 

Mendicanti. 



Facchini. 
Corporazioni. 
Arti e mestieri. 
Capi della polizia. 
Menestrelli. 



Scabbini, Mercanti, Sirene, Istrioni, Ballerini, Ombre. 



Epoca 4581. 



' f 



V 



Atto 1° — La festa degli studenti. 

L'incognita. Prima Ballerina. 

Marcia danzante delle corporazioni ARTI E 
MESTIERI. 
Atto 2° — La visione. Prima Ballerina. 
Atto 4° — Introduzione danzante. 

Passo a due. 

Gran ballabile dei PRISMI. 
Atto 6° — I malandrini. Galop delle FIACCOLE. 
Atto 7° — Gran ballabile delle SIRENE. 



ATTO PRIMO. 

La scena rappresenta il Pré aux Clercs, con i suoi folti 
viali di carpini, colla sua fiorita e lussureggiante ver- 
dura; a destra V albergo la Ghirlanda d'Amore; al fondo 
un viale che conduce ad una porta di Parigi. 

È giorno di festa al Pré aux Clercs , punto di riu- 
nione e convegno celebre da molto tempo, perchè colà i 
favoriti di corte s'incontravano per terminare le loro 
querele sul terreno; ivi si trovano le cortigiane e gli 
studenti, come pure nobili dame travestite, per celare i 
loro amori, e le loro avventure galanti e misteriose. Fra 
la folla in festa si fanno rimarcare diversi malandrini, 
tagliaborse e cavalieri d'industria. Tutti questi individui 
dalle faccie equivoche pare obbediscano ad un ordine o 
segnale sconosciuto. Gli agenti della polizia cercano inu- 
tilmente discoprire il terribile secreto di questa formi- 
dabile associazione, che per tanto tempo fu il terrore degli 
abitanti della buona Parigi; imperciocché la subita spa- 
rizione di alcuni giovani gentiluomini d'alto lignaggio 
seminò lo spavento nel popolo, e fece raddoppiare la vi- 
gilanza dei magistrati e della polizia. 

Fra le grandi dame travestite, una sopratutte si fa di- 
stinguere per un costume elegante, unito ad un'incante- 
vole leggiadria. Gli uomini sono in estasi; ed allorché 
la folla applaude alla di lei danza inebbriante, tutte le 
donne l'invidiano. Ma ohimè!., i tratti del di lei viso sono 
nascosti da una maschera, e nessuno può dire, né chi 
sia, né da dove venga; ma siccome al Pré aux Clercs il 
mistero è all'ordine del giorno, tutti quelli che lo fre- 
quentano sanno rispettare il secreto e l'incognito di cui 
si circondano le grandi dame, che si arrischiano in quei 
misteriosi paraggi, testimoni di più d'una criminosa leg*- 
genda. 

La gioventù doviziosa e schiamazzante corre dietro alla 
cieca fortuna, facendo sfoggio della loro superiorità di 
casato, con gran rispetto dei poveri contadini, ugonotti, 
cattolici, partigiani del Re o dei Guisa. 



— 6 — 

Il giovine favorito del Re, Sforzi, è notato dalla bella 
danzatrice. La Sirena colpita dalla di costui maschia ed 
avvenente fisonomia ne desidera ardentemente l'amore!.. 
E la fatalità che condusse questo giovane gentiluomo 
sul cammino deirincantatrice Sirena; imperocché la ba- 
ronessa di Kerjean, la Goule, centenaria, ed il terribile 
capo dei malandrini, la cui associazione fa tremare tutta 
Parigi, non è altro che quella donna che gli sta dinnanzi, 
ed i cui tenebrosi capricci racchiudono tutta una storia 
di sangue ! Ad un segnale della Sirena una vecchia si 
avvicina allo Sforzi ordinandogli di seguirla, se desidera 
conoscere la bella incognita. Sforzi, il cui coraggio giunge 
alla temerità, si lascia bendare gli occhi e segue la sua 
conduttrice; nello stesso tempo il Pré auoc Clercs è in- 
vaso dal corteggio Arti e Mestieri, dalle corporazioni 
che si recano ad ossequiare il Re, e dalla folla che ap- 
plaudisce gl'istrioni i buffoni ed i menestrelli, i quali ral- 
legrano il corteggio. 



ATTO SECONDO. 

Camera oscura preparata per la negromanzìa, fanta- 
smagorìa, in cui abita la centenaria Goule celebre in- 
dovina. Ad un cambiamento di scena vedesi il soggiorno 
delle Illusioni. 



In una camera di sinistro aspetto ove tutto è combinato 
onde inspirare un superstizioso terrore,in mezzo a mille biz- 
zarri oggetti destinati al servizio della negromanzìa, la Si- 
rena nascosta e perfettamente contrafatta sotto i linea- 
menti e la maschera di una centenaria, la Goule, con tale 
meravigliosa imitazione che riesce impossibile il ricono- 
scerla — e ciò le serve a scoprire i segreti dei grandi che 
vengono a consultare la sua scienza occulta — attende con 
impazienza la vittima del suo capriccioso amore. Un colpo 
battuto su di un timbro annunzia l'arrivo tanto deside- 
rato dalla sua ardente e terribile immaginazione. Essa 
congeda il suo confidente Cabocìie, il quale va ad occu- 
parsi di tutti i preparativi necessari per la fantasmagorìa 
ordinatagli dalla Regina della Notte. 

Lo Sforzi entrando rimane sorpreso dalla sinistra luce 
che regna in questa strana abitazione. La Goule gli or- 



— 7 — 

dina di tenersi ad una certa distanza e di spiegargli la- 
sua dimanda. Sforzi allora dice: « Mi fu promesso che in 
» forza del tuo potere cabalistico e sovrumano potrei ve- 
» dere la bella incognita del Pré auoo Clercs; se eia 
» farai, vecchia strega, io saprò ricompensare la tua dia- 
» bolica potenza » . Tu sarai obbedito, mio bel cavaliere, 

risponde la Goule; tienti immobile ed attento e tosto 

ad un semplice suo cenno varie porte secrete e dissimu- 
late perfettamente dalle tappezzerie si dischiudono, ed in 
mezzo ad una poetica aureola Sforzi vede apparire la 
bella incognita!.. Egli non può credere a' proprii occhi; 
una irresistibile potenza l'attrae ; egli esclama : « Illusione 
» o realtà, angelo o demone, io sono tuo!! » e in ciò dire 
si slancia ai piedi della Sirena, che, a sé chiamandolo, 
gli tende le braccia. 



ATTO TERZO. 

Padiglione reale che aprendosi lascia vedere ì giardini 
del Louvre preparati per la splendida festa a darsi in 
occasione del matrimonio del Duca di Jojeuse con 
Margherita di Lorena. 

Enrico III si annoia al punto che riesce impossibile ai 
suoi cortigiani il distrarlo, perchè tal matrimonio del suo 
favorito ordinato dalla fina politica della Regina Catterina 
gli toglie il suo più intime e secreto consigliere. Frat- 
tanto tutto è in moto per questo sposalizio, imperocché 
Enrico III ha dovuto cedere alla severa madre, e unire il 
Duca di Jojeuse a Margherita di Lorena, con gran gioia 
della possente Catterina de' Medici, e stupore di tutta la 
nobiltà. In tal modo la Regina gelosa della influenza dei 
favoriti sullo spirito del figlio, allontana dallo stesso il 
più caro fra tutti, il Duca di Jojeuse. 

In questa occasione le feste furono veramente splendide 
e regali, a talché dice la cronaca: giammai né feste né 
balli furono così brillanti come in questa circostanza. I 
gentiluomini e le dame gareggiano in ricchezza ed in 
lusso onde piacere al favorito del Re. Ballerine, istrioni 
e danzatori eseguiscono un piccolo ballo al cospetto della 
nobile assemblea, e tosto la danza diventa generale. 

La sospettosa Catterina sapendo che Enrico III ha pre- 
scelto lo Sforzi per suo nuovo favorito , e volendo atti- 



- 8 — 

rare questo gentiluomo al suo partito, gli fa segno di 
avanzarsi, e mostrandogli la nobile damigella d'Erlanges 
la cui famiglia è a lei affezionata, gli annunzia ch'essa 
lia divisato di fare la sua fortuna dandogli quella dami- 
gella in isposa. Sforzi al colmo della sorpresa balbetta 
un ringraziamento alla Regina pel favore di cui lo ri- 
colma con questa inaspettata unione. Quando, oli sorpresa!! 
egli scorge la baronessa di Kerjean che immobile e fredda 
sembra cogli sguardi volergli rimproverare la sua in- 
fedeltà. Commosso da questa improvvisa apparizione egli 
si confonde e sta per slanciarsi verso di essa ; ma già 
questa è sparita. Egli allora approfittando del momento 
in cui le danze ricominciano , corre sulle traccie della 
bella fuggitiva. 

ATTO QUARTO. 

Oratorio della Regina Catterina de" Medici (porte segrete). 

Catterina de' Medici indovinò facilmente il segreto del- 
l'opposizione che essa trova al matrimonio di Sforzi, ma- 
trimonio questo che deve servire a' suoi disegni, guada- 
gnando al suo partito i favoriti del Re Enrico, e dominare 
a sua volta il medesimo. Essa ordina gli si conduca lo 
Sforzi; ed appena costui viene introdotto, gì' impone di 
nuovo tale sua volontà. Sforzi vorrebbe rifiutare; mala 
Regina insiste, ordina di nuovo, e presentandogli la sua 
protetta gli fa comprendere, ch'egli non ha più che 
sottomettersi a' suoi voleri. Il favorito conoscendo abba- 
stanza l'inflessibilità della Regina, s'inchina e si ritira 
promettendo obbedienza alla volontà regale. 

La baronessa di Kerjean chiamata a sua volta compa- 
risce dinnanzi a Catterina, che le dice senza preamboli; 
che essa ha scoperto il secreto suo amore per Sforzi, che 
impossibile è tale unione perchè contraria alle sue viste, 
e in una parola, che essa deve rinunziare a questo amore!.. 

L'altera Sirena colpita nel più vivo del cuore, nella sua 
vanità, nel suo orgoglio, nella passione che la domina, cerca 
non pertanto di dissimulare ; e la vittoria resta indecisa 
fra queste due donne potenti entrambe ; le quali mosse 
da tristi e formidabili interessi cercano, l'una d'imporre 
la sua volontà, e l'altra di comprimere il suo dolore e 
la sua rabbia, Catterina disperando di piegare questo 
cuore di bronzo, la congeda; indi chiamando il suo ca- 



— 9 — 

pitano delle guardie, imperiosamente gli ordina di far 
scomparire e di annientare l'ostacolo che si frappone ai 
suoi disegni ; ordine che nella bocca della vendicativa 
Regina equivale ad una sentenza di morte ! « imperocché, 
» soggiunge essa, la disgrazia e la desolazione accompa- 
» gnerà tutti coloro che oseranno resistere alla mia vo- 
• lontà sovrana. » 



ATTO QUINTO. 

Vista del Ponte S. Michele {praticabile). La parte vecchia 
della Città di Parigi [vista di notte). Sotto ai primi 
archi del ponte che si trova a secco per il ritirarsi 
\lelle acque, vedesi uno spazio libero che serve di na- 
scondiglio ai banditi di quesV epoca. 

Caboche e i suoi paltonieri si sono per questa notte 
installati sotto le arcate del ponte S. Michele, e gli ac- 
coltellatori e tagliaborse si abbandonano ad una ridda 
notturna, ridda che la polizia non cura disturbare per 
tema di attirarsi cattivi affari per lei. 

Caboche si lagna che la Regina della Notte abbia la- 
sciata la vita allo Sforzi contro l'abitudine della Sirena, 
ed i regolamenti della terribile associazione; egli teme 
che questa fantasia amorosa sia fonte di qualche sven- 
tura. Piede d'Argento sopraggiunge spingendo dinnanzi 
a lui un signore che fu troppo tardivo a rientrare in 
casa ; il poveretto dopo essere spogliato è trascinato verso 
la Senna, muta depositaria dei secreti dei paltonieri. In 
questo frattempo alle grida di questo signore, un gen- 
tiluomo accorre colla spada sguainata, e non consultando 
che il proprio coraggio assalta i malandrini ; ma il nu- 
mero lo soggioga, ed è giunta per lui l'ultima ora; deve 
morire ! ! Ad un tratto comparisce la Sirena ordinando gli 
si lasci la vita. Caboche vorrebbe opporsi , ma essa gli 
intima d' obbedire. Gli è dunque soltanto turata la bocca 
con un fazzoletto onde soffocarne le grida, e vien condotto 
altrove. E n'era tempo!... perchè in quell'istante passa 
sul ponte la lettiga della Regina colla sua scorta. Tutto 
rientra nell'oscurità. La Sirena che veglia sulla sua preda 
impone silenzio a Caboche, che nulla comprende di ciò 
che succede nel cuore di questa donna fino allora tanto 
spietata !... 



— 10 — 



ATTO SESTO. 

Ricco e sontuoso gabinetto. Pareti rappresentanti scene 
mitologiche tratte dalle metamorfosi d'Ovidio. Porte 
scerete. 

I malandrini eseguiscono puntualmente l'ordine della 
loro Regina conducendo Sforzi al palazzo; lo liberano 
dalle catene, e lo lasciano, gelosi e frementi di non po- 
tere infrangere l'ordine della Regina della Notte, col li- 
berarsi, mediante una buona stoccata, del bel cavaliere; 
ma abituati ad una obbedienza cieca, si allontanano, non 
senza però felicitarsi ironicamente col gentiluomo, sopra 
la buona stella che lo protegge. 

Sforzi sorpreso ed abbagliato sulle prime dallo sfarzo 
che regna nel gabinetto dove si trova prigioniero, cerca 
ciò nonostante un mezzo d'uscirne; ma ohimè!... tutte 
le uscite sono chiuse, ed ogni speranza di fuggirne de- 
lusa. Quando ad un tratto s'apre una porta e Cabotile si 
presenta a lui, e gli fa comprendere come tutti i più bei 
gentiluomini che avevano abitato quel delizioso sog- 
giorno, vi avessero lasciato la vita, dopo di aver appa- 
gata la loro curiosità!... « Però, aggiunse egli, se rinunzi 
« all'amore che hai inspirato alla Regina della Notte, e 
« giuri d'essere muto, ti lascieremo la vita! » Sforzi sor- 
ride sdegnoso alla violenza che Caboche viene d'imporgli; 
e questi in preda ad tuia furiosa gelosia si slancia per 
ucciderlo senza pietà, quando la Regina della Notte ap- 
pare improvvisamente, e colle preghiere e la sua energia 
vuole assolutamente che Caboche rispetti i giorni di 
Sforzi !... facendogli comprendere che il proprio benessere 
dipende dalla vita del giovine gentiluomo. Caboche s'in- 
china alla ferma volontà della sua sovrana padrona, e si 
allontana tutto triste del sacrificio impostogli dal supremo 
dominio della giovine ed incomprensibile donna. 

Restano soli. Questa impiega tutti i mezzi di seduzione 
per attirare a sé il giovine gentiluomo, il quale affasci- 
nato dal di lei voluttuoso abbandono, e dalla viva tene- 
rezza, s'inebbria e s'accende per la vivace Sirena; ed ella 
gli giura di amarlo, e gli assicura, lui solo essere quegli 
che le fece battere il cuore ed inspirolle quel sublime e 
nobile sentimento, d'un vero amore. 



— ti — 

In mezzo a quest'estasi Caduche accorre ad avvertire la 
Regina della Natie, che per ordine della Regina le guardie,, 
la polizia ed il popolo sollevato, vengono per arrestarli. 
Allora la Sirena esaltata dall'amore, fa segno a Caboche 
di correre ai sotterranei. Tosto si apre un trabocchetto; 
rapida come la folgore la Sirena trascina Sforzi in fondo 
ai sotterranei che comunicano colle catacombe di Parigi, 
ove essa aveva stabilito il suo palazzo incantato coi ricchi 
tributi apportatile da tutti i malfattori, tagliaborse e falsi 
monetari aella capitale, ai quali tutti essa comanda quale 
Regina assoluta. 



ATTO SETTIMO. 

Magnifico palazzo sotterraneo splendidamente illuminato r 
in cui sono ammonticchiati i tesori della società dei 
compagnoni della notte. Al cambiamento di scena, pa- 
norama di una parte della città di Parigi. 



Lo Sforzi trasportato nella parte del sotterraneo tra- 
sformato in un sontuoso palazzo, resta estatico tanto per 
la profusione delle meravigliose ricchezze, come per la 
bellezza delle schiave che obbediscono al supremo potere 
della Regina della Notte. Costei cerca tutti i mezzi pos- 
sibili per. tenerlo soggetto al suo incanto seduttore; ma 
passato il primo istante di stupore, un sentimento di ter- 
rore assale la mente del leale gentiluomo. Sforzi si spiega 
ora la improvvisa disparizione dei suoi amici, gli ignoti 
delitti commessi, le voci di falsi monetarii sparse per il 
popolo; e si convince di essere nel nascondiglio della 
terribile associazione!!... e per colmo di sventura colei 
ch'egli ama, è dessa il Capo Supremo di questi temuti 
banditi ! A questo spaventoso pensiero la sua lealtà si ri- 
volta. Egli vorrebbe fuggire, allontanarsi, giurando che 
mai avrebbe rivelato questo fatale segreto ! Ma Caboche 
ed i borsaiuoli si oppongono energicamente. « Allora , 
» risponde freddamente lo Sforzi , io preferisco morire , 
» piuttosto che divenire vostro complice. * E in ciò dire 
si accinge a por termine a' suoi giorni. Ma la Sirena ferma 
ad un tratto il suo braccio. Nel medesimo istante corrono 
ad annunziarle che le truppe hanno scoperto il passaggio 
secreto, che fra poco essi saranno tutti prigionieri, e che 



— 12 — 

il rogo ed il patibolo li attendono, t Lo avevo previsto, 
» dice sentenziosamente Caboche, questo amore ne doveva 
» perdere!... » La Sirena colpita nel più vivo del cuore 
xlair abbandono e dallo sprezzo di Sforzi, ordina a Piede 
d'Argento di salvarlo, fuggire col medesimo, e di servirgli 
di guida. Indi compiuto il sacrifizio del suo violento amore, 
prende una suprema risoluzione ordinando al suo fedele 
Càboche di far saltare la mina, che era già stata prepa- 
rata pel caso di sorpresa da parte della polizia. 

Allora gettando un sorriso di sfida alla sorte che l'ha 
colpita, domanda una coppa, e comanda che le danze ri- 
comincino con maggiore energia; ed allorché i soldati 
cercano di sforzare V ultimo recinto , ella fa segno a Ca- 
boche di mettere fuoco alla mina; ed all'istante stesso 
tutto crolla e rovina all'intorno ! . . Solo la Sirena rimane 
ritta in piedi in mezzo all' orribile catastrofe ; e mentre 
collo sguardo incerto cerca di ricordarsi ciò che è av- 
venuto, vede in lontananza Sforzi sano e salvo, inginoc- 
chiato ai piedi della Regina Catterina, che lo unisce alla 
sua fidanzata, A questa vista estrae il pugnale e se lo 
•immerga nel cuore; così si punisce da sé di tutti i de- 
litti commessi dalla terribile Sirena la Regina della Notte. 



QUADRO. 



PINE, 






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